martedì 19 febbraio 2013

Mai finito di imparare

Potare vigne come quella sopra è tutto sommato abbastanza semplice,si tagliano i tralci che hanno fruttificato l'anno scorso,si individuano tre o quattro tralci nuovi,si piegano verso terra e si legano,fine.
La seconda pianta è ancora più semplice,infatti è morta secca e la si deve tagliare da sotto,si esportano le radici,si scava una buca,un po' di letame,si piazza la barbatella e si riempie la buca,fine.
Con la terza pianta la faccenda si complica,infatti ci sono solo due o tre tralci che hanno fruttificato e basta,niente tralci nuovi,che fare dunque?
“Quando la pianta non emette nuovi tralci non è un buon segno,malata o troppo vecchia o ancora chissà come le hai potate l'anno scorso,quante ne hai in queste condizioni, un centinaio? He!he!”Mi fa lo zione.

“Ha!ha!e ancora ha!Invece di dire stupidaggini cosa mi consigli di fare?Comunque ne ho solo tre in quello stato”
“Prova a tagliare i tralci a dieci centimetri dal fusto,accertati che siano belli verdi all'interno e sei a posto,se così si può dire,butteranno lo stesso,un poco meno magari,altrimenti ti tocca tagliarle e piantarle nuove”

Per fortuna tutti i tralci erano buoni,anche perchè alla fine venti dannate buche mi è toccato scavare e per quest'anno mi può bastare.


3 commenti:

  1. E adesso, uva a tutto andare!

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  2. cortina semplice, doppia cortina, cordone speronato, capovolto, guyot, silvoz...
    Se lo zione ti sgrida puoi sempre dirgli che stai provando un nuovo metodo di potatura, con tutti quelli che ci sono uno lo indovini di sicuro, a meno che non tagli alla base ;-)

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