martedì 9 febbraio 2016

Mi devo ricredere


Ve lo ricordate questo post di quattro anni fa nel quale parlavo di quello che non si voleva fare per risolvere il problema fogna-bacino a un kilometro da casa mia?
Ebbene una volta tanto mi devo ricredere...
Il Consorzio sta completando i lavori di sistemazione del bacino di Isola, a Piazzola
sul Brenta, su finanziamento regionale.
Si tratta di un intervento molto atteso dal territorio per le sue molteplici valenze. Esso
ha, infatti, una doppia funzione dal punto di vista idraulico: per la mitigazione delle
piene della roggia Contarina, collegata al bacino, e come scorta d’acqua ai fini irrigui.
Nel contempo il progetto ha curato in modo molto approfondito le potenzialità di valorizzazione ambientale, così si sta per ottenere anche un utilizzo dello specchio d’acqua che arricchirà il territorio.
Il bacino rappresenta elemento costitutivo della “Piazzola industriale” e delle sue
“fabbriche” che fino ai primi decenni del XX secolo erano alimentate da energia
proveniente dalle centraline elettriche della roggia Contarina e tra queste proprio
quella di Isola. Quest’ultima, attualmente dismessa e in avanzato stato di degrado, è
stata recentemente acquistata dal Consorzio che, dopo apposito e non breve iter
istruttorio, ha ottenuto la concessione per la sua riattivazione.
L’estensione del bacino è di circa 4,73 ettari, dei quali circa 3,80 sommersi; lasuperficie è compresa tra la roggia Contarina e la strada via Andrea Mantegna
ricavata sulla storica sede ferroviaria. Il progetto ha previsto:
- la risagomatura del bacino, al cui interno dopo tanti anni si era accumulato uno
strato di sedimenti che ne parzializzava la capacità di accumulo idrico;
- la realizzazione di una nuova sponda degradante con una accentuata variabilità
morfologica, per favorire la fase evolutiva con una maggiore diversità delle specie
vegetali ed animali;
- un terrapieno lato strada provinciale, realizzato col materiale derivato dall’escavo
del bacino, con finalità di separazione e schermatura sul lato prossimo alla viabilità;
- la realizzazione di un isolotto al centro del bacino, che sarà lasciato esente da interventi
manutentori e inaccessibile alle persone, per favorire la rinaturalizzazione e la nidificazione;
- il restauro dei vecchi sifoni autolivellatori,opera idraulica d’epoca;
- impianto di vegetazione. Lungo il percorso sono state piantumate diverse essenze arboree.
Inoltre è stata promossa la reintroduzione del canneto, habitat essenziale nel nuovo bacino;
altre specie delle quali si è cercato di agevolare lo sviluppo sono l’iris giallo, la mazza d’oro, la mazzasorda maggiore e diverse specie di carici.
Il canneto riveste una notevole importanza per avifauna ed ittiofauna. E’ un preziosissimo ambiente per la riproduzione di diverse specie ittiche quali ad esempio il luccio, la scardola, la tinca e la carpa. Ha inoltre importanti funzioni di fitodepurazione, con azione di riduzione degli eventuali inquinanti presenti nelle acque.
Nel percorso naturalistico, intorno al bacino, è stata allestita un’area da adibire a
parcheggio per auto e biciclette dei visitatori. Il percorso comprende un pontile in
legno per attraversare in modo suggestivo il bacino a pelo d’acqua. L’osservazione
dell’avifauna e del paesaggio sarà favorita da alcuni punti, con brevi tratti di
percorso che si staccheranno dal tracciato principale, con apposita schermatura.

Un plauso al consorzio Brenta da parte del sottoscritto
PS:testo e foto prelevate dal sito consorziobrenta.

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